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domenica 14 aprile 2013

Berlusconi alza la voce. Bersani abbassa le orecchie. D'Alema verso ilcolle?

La domanda è una sola: è giusto o sbagliato dire: “Governo subito o elezioni”? La risposta, anche qui, è una sola: è giusto e saggio. Chi insiste sul refrain: “Governo subito o elezioni”? Non uno, ma principalmente due leader che rispondono ai nomi di Silvio Berlusconi e di Matteo Renzi.

Gira e rigira, qui siamo. E “governo subito” vuol dire o un esecutivo di minoranza caro a Pierluigi Bersani o il governissimo Pdl-Pd. Tertium non datur. In questa situazione il Cavaliere alza la voce e lancia programmi che sanno di ultimatum. Il leader del Pdl non ha problemi a spostare da una casella all’altra o a cancellare gli Alfano di turno, non solo perché il centrodestra senza Berlusconi è un pollo spennato ma soprattutto perché l’avversario – cioè il Pd - è debole, diviso e incerto, convinto che destra e Cav siano bolliti, che la sinistra sia maggioranza del Paese.

Bersani è stato ed è il primo a commettere l’errore fatale di considerare finito il Cavaliere e la destra italiana: è così che ha perso le elezioni date troppo in fretta per vinte ed è così che si sta cuocendo a fuoco lento in una gestione della crisi politica a dir poco confusionaria.

Berlusconi preme sull’acceleratore perché la crisi dell’Italia è devastante, perché Grillo gioca al tanto peggio tanto meglio, perché il Pd non ha né una linea definita unitariamente e né una leadership affermata e stabile, sempre nell’altalena dello scontro di vecchie e nuove correnti. Oggi, è addirittura D’Alema a dare le carte, in previsione di un congresso che potrebbe rivoluzionare linea politica e leadership.

Fatto sta che siamo nello stallo totale e, a questo punto, l’unica possibilità di uscita è la nomina di un presidente della Repubblica di spessore, non il primo che passa spinto dalla cosiddetta società civile.

Dice bene Peppino Caldarola: “Serve un presidente eletto a larga maggioranza dal parlamento. Non credo che il presidente possa essere un esponente della società civile. Quel ruolo richiede saggezza, competenza e professionalità, quindi servono donne e uomini di stato. La presidenza della Repubblica è oramai il luogo di snodo della politica italiana, al punto che penso che dovremmo convincerci ad adottare il sistema semi presidenzialista francese”. Un assist per “baffino” Massimo D’Alema?

sabato 13 aprile 2013

Nuovo Presidente della Repubblica, M5S: finite le ri-votazionidopo "l'attacco hacker"

23.00: si sono (di nuovo) chiuse le votazioni per le Quirinarie, dopo l’annullamento di oggi e dopo l’allarme lanciato da Beppe Grillo sul suo blog – il leader del M5S ha parlato di attacco hacker, tesi avvalorata, in qualche modo, da una dichiarazione (che sembra molto simile a una supercazzola) di Claudio Messora.

Anche questa sera, come ieri, non c’è ancora alcun segnale, sul blog di Grillo, dell’esito delle consultazioni e di eventuali risultati.